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Sapevi che può bastare un pantalone sbagliato o una scarpa non adatta per farti sembrare più bassa? Ti sveliamo 7 errori da non commettere se vuoi sentirti ancora più bella e far allungare otticamente le tue gambe. Dai vestiti agli accessori da indossare, ecco tutti i segreti per sembrare più alta.Continua a leggere

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- Te l’avevo detto. - Ma se non parli! Come puoi mai dirmi qualcosa? - Sei tu che non mi ascolti. - Perché dovrei? Sei una gatta. - Questa è discriminazione. - Posso farti notare che sei sdraiata sulla tastiera del computer? - È che devo dirti una cosa. - Cosa? - Che te l’avevo detto. - Detto cosa? - Di ascoltarmi. - Sei carinissima, e tanto mi basta. - Lo dici per farmi stare zitta. - Non ho motivo di far stare zitta una gatta che non parla. - Non vuoi guardare in faccia la realtà. - Sono una scrittrice, non mi preoccupo della realtà. - E della verità? - In effetti non è più un valore tanto sicuro, al giorno di oggi. - Mi riferisco al tuo lavoro di scrittrice. - Sei un gatto certosino. Non sai niente del mio lavoro. - So che sta peggiorando. - Questa è buona. E da quando? - Da quando non ascolti più me e gli altri tre gatti di casa. - Ti ascolto, anche se non parli, ti ascolto eccome. Dimmi tutto. - Siamo noi i veri giudici. - I veri giudici di che? - Del tuo lavoro letterario. Secondo te qual è la cosa più importante di questo lavoro? - Il lavoro stesso, senza dubbio. - Troppo comodo! Con questo ragionamento qualunque rozzo individuo sarebbe in grado di scrivere romanzi. - Allora l’ispirazione. - L’ispirazione è il nome falso del dilettantismo. In due frasi ti sei già contraddetta. - Non parli, ma accidenti quanto chiacchieri! - Sono il tuo giudice. - In nome di che? - Dell’essenza della letteratura. - Da quando in qua i gatti sanno qualcosa di letteratura? - Quali sono le qualità intrinseche di un gatto? - La bellezza. - Poi? - La grazia. - Cioè la forma? - La forma che comanda la sensibilità, perché siete anche teneri, dolci, crudeli e deliziosi. - E che altro? - L’assenza di pose. - Vuoi dire l’autenticità? - Sì, il cuore. Senza pensieri nascosti. - Nient’altro? - I gatti ti fanno vedere la quotidianità in maniera diversa. - Diversa in che senso? - In modo poetico. Profondo. Giocoso. - Così io e i miei simili saremmo prismi attraverso i quali l’esistenza viene percepita in un altro modo. - Per certi versi, sì. - Attraverso i quali l’esistenza si mostra in tutta la sua poesia, in tutta la sua nudità. - Ti esprimi bene per essere una che non parla. - Cos’altro? - Il gatto è innocente. - Non la pensi così quando ti portiamo un uccellino. - Voglio dire candido, puro, ingenuo. Non giudica. - Animato dallo spirito dell’infanzia? - Sì, pronto a incantarsi senza mai stancarsi del mondo. - Nient’altro? - Il gatto non fa un accidente tutto il giorno, ma lo fa con eleganza. - Quindi, anche se non racconta nulla, è un maestro di stile. - In effetti il suo stile è più importante delle sue azioni, siamo decisamente nella haute couture. Però non è narcisista. - È altruista? - No, tende semmai a sparire dietro le proprie qualità. - Lo trovi spento? - Al contrario: è attento a tutto quello che lo circonda, ne coglie la fantasia; affascinato dall’esistenza, non si prende mai sul serio. - Sai chi ha scritto (tristemente) che «oggi si preferiscono le idee alle opere»? - Un gatto? - No, Kundera. Ma il gatto non è forse l’opera perfetta priva di concetto? La natura fatta arte? - Gattina, devo lavorare e sei sdraiata sulla tastiera. Vieni al sodo. - Te l’ho detto, ti conviene ascoltarci o finisci dritta contro un muro. -  Addirittura! - Il gatto è la lente attraverso cui gli esseri umani guardano la vita in modo diverso, senza pose, con autenticità e cuore, conservando la capacità di rimanere incantati senza giudicare, di esplorare senza prendersi sul serio, incarnando un senso che nasce dalla forma, dallo stile, dalla grazia e non dalla teoria, fiduciosi nello spirito dell’infanzia, privilegiando lo scintillio del mondo all’amore per se stessi. Ecco, tutto ciò è la piccola guida pratica della romanziera-che-non-vuole-tradirsi. -  Trovi che tradisco? - A leggere le tue ultime pagine è lampante. - I gatti non leggono. - Facci tornare sulla scrivania - Vi stravaccate sulla tastiera, sul mouse, sui fogli, sui quaderni. Dovevo pur metterci un freno. - Ma da allora stai scrivendo male, ammettilo. - Odio quando hai ragione. - Allora ascolta i tuoi maestri, Mark Twain, Flaubert, Colette, Victor Hugo, George Sand, Hemingway, Yeats e tanti altri. Hanno tutti capito la lezione. - Quale lezione, micetta? - Ogni giorno ascolta e ringrazia i tuoi gatti. In questo mondo caotico e indeciso sono la muraglia, il totem, la poesia dei giorni. Ogni mattina rallenta, respira, sorridi, permettici di salire sulla tua scrivania, alza le braccia verso il sole e sussurra: O, miei gatti!

*Muriel Barbery è autrice del bestseller internazionale L’eleganza del riccio, oltre che di Estasi culinarie, Vita degli elfi e Uno strano paese. Da poco è arrivato in libreria il suo nuovo libro, I gatti della scrittrice: un testo sulla poesia della quotidianità intriso di umorismo felino e filosofia giapponese. Tutti i titoli sono editi in Italia da E/O.

Artwork di Paolo Ventura

Da Vogue Italia, n. 844, gennaio 2021


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Chi l’avrebbe mai detto che il tema dell’ultima mostra estiva del Met Costume Institute si sarebbe rivelato essere così preveggente? About Time, un’esposizione che immagina il tempo come un loop che si ripete all’infinito, è stata tenuta in uno stato di animazione sospesa per un anno, durante il quale è come se il tempo si fosse fermato, per poi contrarsi, espandersi e riavvolgersi e, infine, aprire al pubblico ad ottobre 2020 con chiusura prevista per febbraio 2021.

Quest’anno, potremmo voler essere cauti ad addentrarci nello strampalato mondo sottosopra di Alice's Adventures in Wonderland, soggetto del prossimo spettacolo-mostra al V&A di Londra. Le date di apertura dei vari show potrebbero subire cambiamenti (in attesa della distribuzione dei vaccini) mentre i musei cercano di rimettersi in pari dopo svariati mesi di chiusura, quindi controllate sempre gli ultimi aggiornamenti sui rispettivi siti. Il calendario internazionale del 2021 prevede molti di quegli eventi che dovevano essere il fiore all’occhiello dello scorso anno, tra cui il debutto nel mondo dell’arte di Martin Margiela a Lafayette Anticipations di Parigi, Sneakers Unboxed al Design Museum di Londra e i festeggiamenti per il centenario di Vogue Paris a Palais Galliera. (Attualmente tutti in programma per questa primavera).

Dopo mesi chiusi in casa, è ora di fare un pò di movimento all’aperto approfittando, magari, di mostre sull’activewear, lo stile anni 90 e le attività d’altura. E se vi serve un promemoria su com’era ‘agghindarsi’ per andare ad un party (o anche solo per uscire di casa), ci sono le immagini da sogno di Sarah Moon e Paolo Roversi e il glamour sofisticato ad alto sex appeal di Helmut Newton.

Per chi ama una moda visionaria…

Alice: Curiouser and Curiouser

Inizia con un viaggio nella tana del Bianconiglio e finisce con un capitombolo attraverso lo specchio: l’evento-esperienza su Alice nel Paese delle Meraviglie in mostra (posticipata) al V&A prende in esame le origini e l’influenza dei libri di Lewis Carroll e le loro famosissime illustrazioni ad opera di John Tenniel. L’esposizione comprende anche alcuni dei costumi di scena e la concept art dell’adattamento cinematografico di Tim Burton del 2010, foto del calendario Pirelli firmato da Tim Walker e ispirato ad Alice e capi straordinariamente suggestivi di Iris van Herpen e Viktor & Rolf.

V&A, Londra, Gran Bretagna, apertura il 27 marzo 2021

Viktor & Rolf Haute Couture autunno inverno 2016
Viktor & Rolf Haute Couture autunno inverno 2016
TEAM PETER STIGTER

Ruth E Carter: Afrofuturism In Costume Design La costumista premio Oscar, artefice dello styling di film che hanno fatto storia come Fa’ la cosa giusta (1989) e Black Panther (2018), è decisamente puntigliosa quando si tratta di fare ricerca. E così, libri, musei, tessuti e artefatti storici rientrano tutti in quella ricca visione costumistica che confina con la pratica nota nel fantasy come ‘costruzione dei mondi’ (worldbuilding). La stessa Ruth E. Carter ha paragonato il suo ruolo a quello di uno scultore. Sessanta tra costumi, bozzetti e oggetti d’uso transitorio raccolti nell’arco di quarant’anni costituiscono il fulcro di questa installazione creata da Brandon Sadler, l’artista che ha dato vita agli spettacolari murales che decorano il laboratorio di Shuri in Black Panther.

SCAD FASH Museum of Fashion + Film, Atlanta, USA, in mostra fino al 12 settembre 2021

Beyoncé in Black Is King
Beyoncé in Black Is King
Courtesy of DisneyPer i viaggiatori del tempo del XX secolo …

Claudia Skoda: Dressed to Thrill

Nel 1975, la designer di maglieria Claudia Skoda e il suo circolo di amici occuparono un’ex fabbrica di Kreuzberg, a Berlino. Soprannominato ‘Fabrikneu’, lo spazio iniziò ad attrarre artisti, musicisti e registi. Nel 1977, l’artista Martin Kippenberger scattò ben 1000 fotografie che immortalavano la scena ‘Fabrikneu’ e le trasformò in un’installazione-passerella per le creazioni audaci e sensuali di Skoda. Poi, su consiglio di David Bowie, questa aprì il suo primo store a New York nel 1982, per tornare a Berlino dopo la riunificazione e avviarne un altro sul viale Ku’damm. La mostra è un omaggio al design di Skoda, ai creativi che hanno contribuito alla sua visione e alla scena underground della Berlino Ovest degli anni 70 e 80.

Kulturforum, Berlino, Germania, dall’11 febbraio al 24 maggio 2021

Skoda
Skoda
Ulrike Ottinger

Simply brilliant: Artist Jewellers of the 1960s and 1970s Psichedelia, corsa allo spazio, spiritualità new age, il movimento femminista e controculture di ogni genere. Con l’arrivo degli anni 60, i gioielli sfarzosi in oro massiccio dei decenni precedenti appaiono decisamente démodè e non in linea con il nuovo sentire delle rivolte giovanili. Ma anche in questo periodo, il gioiello continua a svolgere un ruolo importante: dà voce all’esuberante libertà di espressione e al desiderio di emergere, sia tra le donne che tra gli uomini. Aspettatevi forme futuristiche, geodi fantasiosi e vere e proprie sculture indossabili.

Schmuckmuseum Pforzheim, Pforzheim, Germania, dal 27 marzo al 27 giugno 2021. Cincinnati Art Museum, USA, dal 22 ottobre 2021 al 6 febbraio 2022

Collana in cristalli d'ametista
Collana in cristalli d'ametista
Courtesy of the Cincinnati Art Museum,Kimberly-Klosterman-Sammlung, Photo Tony Wals

Beautiful People: The Boutique in 1960s Counterculture Le boutique che hanno reso celebre la Swinging London degli anni 60 erano famose quasi quanto la loro clientela. Basta pensare a Biba o Granny Takes A Trip. Questa mostra è un viaggio nel passato, all’interno dei guardaroba dei Beatles, dei Rolling Stones, di Marianne Faithfull e Jimi Hendrix sullo sfondo degli interni – ricostruiti per l’occasione – delle boutique più stravaganti di Chelsea.

Fashion and Textile Museum, Londra, Gran Bretagna, dal 3 settembre 2021 a gennaio 2022

The Fool designs inside The Beatles Apple Boutique, 1967
The Fool designs inside The Beatles Apple Boutique, 1967
Copyright Karl Ferris

Fashion Photography From The 1990s — curata da Claudia Schiffer

Naomi Campbell, Kate Moss, Linda Evangelista, Helena Christensen e le altre: gli anni 90 hanno rappresentato l’era delle supermodel. Chi meglio di Claudia Schiffer, quindi, per farci da guida in questo decennio? La modella e attrice tedesca, che ha compiuto 50 anni l’anno scorso, si avventura nel mondo museale curando le opere di quei fotografi che l’hanno resa un’icona mondiale, da Ellen von Unwerth a Juergen Teller e Karl Lagerfeld. La mostra ripercorre quel periodo dal suo personale punto di vista e comprende fotografie e memorabilia provenienti direttamente dal suo archivio con musiche e video in sottofondo a ricrearne l’atmosfera.

Kunstpalast, Düsseldorf, Germania, autunno

Claudia Schiffer
Claudia Schiffer
Ellen von Unwerth

Reinvention and Restlessness: 1990s Fashion

Il decennio che ha ci ha portato il grunge, l’estetica decostruita, i tessuti performanti, le sfilate-spettacolo ma anche la rinascita della case di Alta Moda e una serie infinita di omaggi storici è già stato protagonista di diversi revival. Per chi l’ha vissuta sulla propria pelle, quella decade può essere sembrata piuttosto anonima dopo gli eccessi che avevano caratterizzato quella precedente, ma gli anni 90 ci hanno regalato nomi come Tom Ford, John Galliano, Alexander McQueen e Marc Jacobs e hanno visto l’ascesa di Yohji Yamamoto e Rei Kawakubo. La mostra indaga come la visione dirompente di questi designer sia stata reinterpretata attraverso l’obiettivo di fotografi come Corinne Day, Inez & Vinoodh e Steven Meisel. Il volume che accompagna l’esposizione è in uscita a marzo.

The Museum at FIT, New York, USA, autunno

Vivienne Westwood, Portrait collection, fall 1990
Vivienne Westwood, Portrait collection, fall 1990
The Museum at FITPer chi ama il glamour più raffinato…

Paris to Hollywood: The Fashion and Influence of Véronique and Gregory Peck

Véronique Passani era una reporter ventenne per France Soir quando venne incaricata di intervistare una star come Gregory Peck, in Europa per girare Vacanze Romane (1953). Ebbene quello fu l’inizio di una storia d’amore che durò fino alla morte di Peck nel 2003. Grazie all’eleganza chic parigina che la contraddistingueva, ad Hollywood, Véronique era diventata una influencer ante litteram che sfoggiava capi couture di Givenchy e Yves Saint Laurent e faceva conoscere nuovi designer e nuove tendenze al pubblico americano, come nel caso di André Courrèges e la sua moda ispirata allo spazio. “Lo stile per loro era qualcosa di molto naturale”, disse la figlia Cecilia Peck “Credo che il loro segreto fosse che si divertivano”. Sia la mostra che il catalogo comprendono foto di famiglia e schizzi di creazioni di alta moda.

Denver Art Museum, Colorado, USA, dal 14 marzo al 20 giugno 2021

Veronique e Gregory Pecks, 1967Gregory Peck with Wife Veronique
Veronique e Gregory Pecks, 1967
Bettmann

Alaïa and Balenciaga: Sculptors of Shape

Per quarant’anni, Azzedine Alaïa ha collezionato le creazioni degli stilisti che ammirava. La sua passione erano gli abiti del periodo dagli anni 30 e 50 e, tra i designer dell’epoca, quello che amava maggiormente era Cristóbal Balenciaga. Curata da Olivier Saillard, la mostra mette a confronto 120 capi di queste due leggende della moda (tutti appartenenti alla collezione personale di Alaïa).

Cristóbal Balenciaga Museoa, Getaria, Spagna, dal 29 aprile ad autunno 2021

Azzedine Alaïa per Balenciaga
Azzedine Alaïa per Balenciaga
Stephane Ait Ouarab

Sarah Moon

I dettagli relativi alla biografia di Sarah Moon tendono ad essere velatamente sfuocati come la sua fotografia senza tempo ma, a quanto pare, la modella trasformatasi in fotografa compie ottant’anni quest’anno e Fotografiska ha deciso di renderle omaggio. Sia che si tratti delle campagne per Comme des Garçons e Issey Miyake degli anni 80 e 90, dei ritratti degli amici o di viste su Parigi, le immagini pittoriche di Moon sono intrise di suggestioni immaginifiche, quasi oniriche e portano con sé quell’alone di mistero delle fotografie rinvenute per caso. La mostra include opere realizzate per i volumi fotografici Circuss e L’Effraie, ispirate alle favole di Hans Christian Andersen.

Fotografiska Stockholm, Svezia, dal 5 marzo al 30 maggio 2021

Le suggestioni immaginifiche di Sarah Moon
Le suggestioni immaginifiche di Sarah Moon
Sara MoonPer chi ama la sperimentazione avant garde…

Nicholas Daley: Return To Slygo

È un tributo alla famiglia, alla musica, alla maglieria e alla tessitura: lo stilista di menswear Nicholas Daley riempie gli spazi della galleria con striscioni, filmati e tappeti realizzati ad hoc per creare una sorta di ambiento terapeutico e rigenerante (almeno così si augura) per la Londra post-lockdown. Le moodboard mettono in luce le radici giamaicane e scozzesi di Daley e le sue fonti di ispirazione mentre il documentario di Joseph Dunn prende in rassegna le tecniche di lavorazione della maglia e le competenze tramandate al designer dalla madre. Ma cosa c’entra Slygo vi chiederete? Viene da Iman SLYGo, il nome da DJ di Daley. E se non potete raggiungere Londra, i modelli per maglia e la playlist di Daley ispirata al carnevale caraibico saranno disponibili online.

Now Gallery, Londra, Gran Bretagna, dal 9 febbraio al 18 aprile 2021

CFGNY

Il collettivo di artisti CFGNY (Concept Foreign Garments New York) formato da Daniel Chew, Tin Nguyen, Ten Izu e Kirsten Kilponen, e noto per i capi di contrabbando ridistribuiti e le presentazioni performative con sculture di cartone, è in mostra presso Auto Italia, uno spazio dedicato ai progetti sperimentali. Ma quali sono le tematiche indagate? Moda, identità, sessualità e il concetto di identità asiatica. La mostra comprende anche sculture, performance, una nuova capsule collection e una commissione online.

Auto Italia, Londra, Gran Bretagna, da aprile a giugno 2021

I CFGNY (Concept Foreign Garments New York) indagano sull'identità di genere
I CFGNY (Concept Foreign Garments New York) indagano sull'identità di genere
RISD MUSEUM

Endless Garment

In mostra al museo del collezionista Michael Xufu Huang, che ha aperto di recente a Pechino, Endless Garment approccia la moda come un loop infinito di produzione, promozione e consumo, in circolazione in tutto il mondo e che, il più delle volte, transita proprio dalla Cina. Grazie a fotografi, label, designer e artisti provenienti dall’Asia e dalla diaspora, la mostra promette di essere un’interpretazione critica e concettuale di uno dei settori globalizzati più antichi al mondo.

X Museum, Pechino, Cina, dal 20 marzo 2021

Dress Code: Are You Playing Fashion?

Organizzata da The Kyoto Costume Institute, Dress Code prende in esame il modo in cui ‘leggiamo’ e utilizziamo un capo di abbigliamento in termini di segnali sociali e propone la moda come un gioco straordinario in cui possiamo decidere di giocare rispettando le regole oppure creandone noi delle nostre. All’interno della galleria, questo si traduce nelle immagini street style firmate da Hans Eijkelboom che documentano fortuite tribù stilistiche; in uniformi che si ricollegano sia al mondo del lavoro che alle sottoculture di tutto il mondo e agli estremi quasi vignettistici della moda – dalle gonne panier del robe à la française del XVIII secolo all’abito paper doll di Jeremy Scott per Moschino.

Bundeskunsthalle, Bonn, Germania, dal 26 marzo al 18 luglio 2021

Per gli estimatori del corpo umano…

Oceanista — Fashion & The Sea

Pronti a salpare? Il programma di bordo prevede galloni da uniformi della marina militare, alamari, righe nautiche, scarpe da barca, stile da crociera e cerate. La moda d’altura ha un passato celebre e variegato e va dai marinai sexy di Jean Paul Gaultier e i look casual da Riviera di Chanel ai tentacolari abiti acquatici di Iris van Herpen.

M/S Maritime Museum of Denmark, controllare le date di apertura e chiusura sul sito

Head piece di Philip Treacy
Head piece di Philip Treacy
Nick Harvey

Fearless Fashion: Rudi Gernreich

Monokini, tanga, micro minigonne e tailleur pantalone: le creazioni bodycon, ispirate alla danza, di Rudi Gernreich non sono di certo state pensate per chi non ama osare. Nato a Vienna da genitori ebrei nel 1922, la famiglia di Gernreich fu costretta a lasciare l’Austria in seguito all’annessione alla Germania nel 1938, e a stabilirsi a Los Angeles. Qui divenne una figura di spicco all’interno del movimento per i diritti degli omosessuali e arrivò alla moda grazie alla danza. I suoi capi erano creati per permettere libertà di movimento mettendo in rilievo le forme del corpo. La mostra “sottolinea il rifiuto di Gernreich della tradizionale concezione di identità e il suo impegno nel promuovere la fluidità di genere, la body positivity, l’uguaglianza e la bellezza di tutti gli individui”, afferma la curatrice Jacquie Dorrance.

Phoenix Art Museum, Arizona, USA, dal 27 aprile al 26 settembre 2021

Una creazione bodycon, ispirata alla danza, di Rudi Gernreich
Una creazione bodycon, ispirata alla danza, di Rudi Gernreich

Helmut Newton

Noto per le sue immagini altamente erotiche di donne in stato di nudità allusiva, il fotografo berlinese avrebbe compiuto 100 anni ad ottobre. Questo tributo posticipato vanta ben 300 fotografie tra ritratti e servizi di moda.

Helmut Newton Foundation, Berlino, Germania, dal 3 giugno 2021 al 23 gennaio 2022 prima di spostarsi a Palazzo Reale, Milano

Alice Springs by Helmut Newton, Monte Carlo 1982
Alice Springs by Helmut Newton, Monte Carlo 1982
Helmut Newton Estate

Activewear

Medaglia d’oro per il Fashion Museum Hasselt, che si avvale di due campionesse olimpioniche come guest curator. Si tratta delle velociste Élodie Ouédraogo e Olivia Borlée, un tempo compagne di squadra nella gara a staffetta e ora co-fondatrici del brand di sportswear 42|54. Tornando indietro alle origini dell’abbigliamento sportivo, la mostra ripercorre le varie tappe che hanno portato l’activewear ad affermarsi nell’alta moda.

Fashion Museum Hasselt, Belgio, dal 6 giugno al 30 dicembre 2021

Élodie Ouédraogo e Olivia Borlée
Élodie Ouédraogo e Olivia Borlée
Ronald Stoop


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L’esasperazione dell’aspetto puramente commerciale delle passerelle sembrava aver preannunciato l’imminente fine dell’epoca delle modelle e delle sfilate, ormai, a detta di molti, senza più alcun senso. In realtà, dopo un lungo periodo di minimalismo performativo imperante, in cui il distacco espressivo dal pubblico da parte dei corpi in passerella era d’obbligo, in tempi recenti si è intensificata la pratica di commissionare a coreografi, artisti e performer la realizzazione scenica delle sfilate. In diversi casi gli show non si presentano più, dunque, come semplici esposizioni di prodotti, ma esprimono un potenziale performativo capace di condurre ad una riflessione più profonda, trasformando lo spazio ospitante in un luogo in cui avviene qualcosa, un atto di resistenza, una presa di posizione.

Come possiamo interpretare, dunque, questa nuova volontà di liberazione del corpo dall’estremo controllo a cui è stato sottoposto nel corso degli anni? 

Sfilata di Alexander McQueen, 1996
Sfilata di Alexander McQueen, 1996

Antesignano di tale tendenza, Alexander McQueen fu uno dei massimi esponenti di questa modalità espressiva, a partire dalla fine degli anni ‘90. La meraviglia, la repulsione ed il terrore suscitati dai suoi celebri e spettacolari show come “No.13”, “VOSS”, o “Deliverance”, (messa in scena con il contributo del coreografo Michael Clark), richiamano continuamente il concetto di sublime. Modelle sofferenti, coperte da abiti stracciati, insanguinate, nascoste dietro maschere tenebrose o abiti che le fanno somigliare animali inquietanti, le loro movenze teatrali e a tratti violente, turbano, sconvolgono, risvegliano lo spettatore dal sonno della passerella. Il disgusto, lo smarrimento e il turbamento che le performance di McQueen hanno provocato, ci hanno regalato un’esperienza sensoriale profonda e indelebile, ponendoci di fronte all'efferatezza dell'uomo, facendoci entrare in contatto e visualizzare il nostro lato più istintivo, “animale”, appunto. 

Modelle e ballerini nella sfilata di Alexander McQueen in collaborazione con Michael Clark, ottobre 2013
Modelle e ballerini nella sfilata di Alexander McQueen in collaborazione con Michael Clark, ottobre 2013

Nella sua attuale ritornata centralità, il linguaggio corporeo, a lungo negato, si costruisce come materia, come mezzo espressivo. Analizzando il corpo nelle sfilate bisogna notare che tale corpo, la cui identità è definita, è allo stesso tempo mutevole nel gioco delle apparenze. E dunque, se il vestito è il linguaggio del corpo, è al corpo e alla sua centralità che bisogna volgere lo sguardo. Così oggi la moda e le sfilate in particolare sono esibizione del corpo stesso: degli abiti conta ormai soprattutto la loro capacità di mostrare e plasmare lo sguardo verso corpi che sono sempre più orgogliosi di sé nella loro varietà estetica, sociale e di genere. Sempre più autonomi e liberi, come nella narrativa tribale di Rick Owens, o in quella visionaria di Alessandro Michele, dove diventano metafora della moltitudine di specie. 

Pat Boguslawski, movement director di Maison Margiela, dirige sulla scena un corpo che parla in prima persona con la propria presenza e i propri movimenti. Parti anatomiche come la pelle, i capelli mutano e diventano pari degli abiti stessi: strumenti per trasformarsi in un ibrido che trascende la stessa natura umana. I corpi sono cangianti, gli abiti e il make up diventano estensioni, trapiantate nel corpo. Il corpo che diventa protagonista deve, allora, essere all’altezza della sua funzione seduttiva, è un corpo ambiguo, in costruzione. La mutazione non riguarda più solo l’abito, ma investe direttamente il corpo attraverso l’elaborazione del movimento. Le movenze diventano segnali marcati dell’affermazione dell’io. Un tributo alla pluralità, come la performance progettata da Francesco Risso, in collaborazione con Michele Rizzo, per lo scorso autunno/inverno di Marni. Seguendo tale narrazione, il rifiuto dei codici e dei modelli umani prestabiliti si rende ancora più visibile.

La performance smuove la parte irrazionale che è in noi nella misura in cui gli interventi dei soggetti sono capaci di farci immedesimare in ciò che vediamo, e questo è importante in un mondo in cui sentirsi toccati non è quasi più possibile. Lo spazio risulta quindi trasformato sia per il performer che per il pubblico: la sua condizione è resa mutevole, tattile, viene influenzata dallo stesso body language. Oggi, la passerella plasma figure che aspirano a forme surreali, chimere, esseri in parte umani, in parte leggiadri volatili o sinuosi serpenti. Uno spettacolare scenario narrativo dell’ultima rappresentazione umana, mentre già si affacciano i nuovi corpi ibridi. 

In apertura: Shalom Harlow durante la sfilata di Alexander McQueen in cui venne spruzzata di pittura, 1999



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Una selezione di stivaletti stringati con il tacco per chi cerca un modello da comprare ora e indossare tutto l'anno

Gli stivaletti con i lacci sono un classico della calzatura che ogni donna dovrebbe possedere nel proprio guardaroba. Il motivo? Sono facilissimi da abbinare, perché versatili ed eleganti, slanciano la figura grazie al tacco - poco importa se più o meno alto - e regalano subito al look un tocco raffinato grazie all'allacciatura fitta dal sapore retro. Ogni anno i designer di tutto il mondo ne propongono infinite varianti con l'obiettivo di accontentare tutti i gusti, anche se alcuni imperdibili trend stagionali si ritrovano facilmente disseminati tra i diversi modelli. Come le perle, per esempio, che quest'anno si confermano una delle decorazioni più amate, in particolare per quanto riguarda stivali e stivaletti. Ecco perché nella nostra selezione ne troverete parecchie, insieme al più comodo tacco quadrato o alla mitica suola combat. Non vi resta che dare un'occhiata di seguito e scoprite l'opzione migliore per voi.  

© Chanel
© Chanel
  • Chanel, tronchetti in pelle di agnello e grosgrain, 1700 euro su chanel.com La maison francese punta sul classico con un modello che riunisce tutti i tratti distintivi del brand come gli eleganti bottoni in madreperla e la punta con logo a contrasto. L'ideale per chi cerca uno stivaletto unico e prezioso da indossare nelle occasioni più speciali.
Miu Miu © Mytheresa
Miu Miu © Mytheresa
  • Miu Miu, stivaletti in suede, 790 euro su mytheresa.com Miuccia Prada propone un paio di stivaletti caratterizzati dalla punta arrotondata e dall'iconico tacco a banana che regala alla scarpa un delizioso tocco glamour. La pelle scamosciata nera e l'ispirazione vittoriana li rende perfetti per outfit femminili fatti di gonnellini e minidress.
Gucci © Mytheresa
Gucci © Mytheresa

Gucci, stivaletti Trip in pelle, 980 euro su Mytheresa.com Alessandro Michele sceglie la suola carrarmato per il modello best seller di Gucci, che quest'anno si rinnova con l'aggiunta di lacci rossi a contrasto e del cinturino alla caviglia con perle bijoux. Un modello d'ispirazione grunge da sfoggiare tutti i giorni.

© Francesca Bellavita
© Francesca Bellavita
  • Francesca Bellavita, tronchetti in nappa, 520 euro La giovane designer italiana firma un modello raffinato con punta squadrata e tacco a spillo, impreziosito da dettagli couture come l'allacciatura fitta e il taglio ondulato sulla parte alta della scarpa. Perfette per look da sera, ma anche abbinate a un paio di jeans.
© Jimmy Choo
© Jimmy Choo
  • Jimmy Choo, stivaletti Cruz 65 con perle e cristalli, 1095 euro Il celebre marchio di calzature crea un ankle boots che unisce un'estetica ultra glamour allo stile combat. Il modello in pelle martellato con tacco squadrato vanta un gioco di cuciture originale e una preziosa applicazione frontale tempestata di perle e cristalli.


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“I Don’t Give A Fuck” non è il classico nome che si darebbe a un peluche. Ma tant’è, il pupazzo che Nico Vascellari ha fabbricato con quella sua scoppiettante fucina di idee che è Codalunga (costola del suo studio dedita alla produzione di anagrammi e manifesti attivisti) in occasione dello scorso Natale, proprio così è stato battezzato. Un Nico himself con becco e alucce, zoomorfo per metafora. «Si tratta in realtà di un’edizione che riprende la mia prima performance, quasi vent’anni fa a Rotterdam» (che ottenne per contrappasso dopo aver incidentalmente calpestato i dipinti del coinquilino-curatore). «Il pubblico era chiuso a chiave dentro la galleria e dalle vetrate guardava me che tentavo di spiccare il volo in mezzo alla strada».

“I Don’t Give a Fuck” è la performance del 2002 che ha ispirato il peluche omonimo, realizzato per codalunga.org.
“I Don’t Give a Fuck” è la performance del 2002 che ha ispirato il peluche omonimo, realizzato per codalunga.org.

Imparava a volare come Yves Klein? Più come nei cartoni animati. Pensavo alle loro sventure e mi chiedevo come mai ci facessero tanto ridere.

Perciò si è vestito da uccello? Considerato che sarei stato in imbarazzo a stringere le mani dei presenti, immaginai un vestito che m’impedisse di farlo.

Molto appropriato a questi tempi. Ne ha fatto il suo alter ego?  Nelle mie prime performance sono sempre stato vestito da animale: Uccello Giallo, Coniglio, Scimmia, Piccione, Talpa. Ho vissuto una settimana al buio come le talpe in un tunnel di legno. Creano un legame tra regno sotterraneo e celeste, uniti e divisi al contempo da un elemento: la terra.

Opera del 2002 intitolata “Wilde Konjin”.
Opera del 2002 intitolata “Wilde Konjin”.

Negli ultimi lavori torna al mondo animale: l’anno scorso Horse Power era un catalogo di specie la cui iconografia ha penetrato l’industria dell’automobile... E per il video che ha debuttato a Villa Borghese lo scorso autunno, Visita Interiora Terrae, ho trascorso quattro notti, in assoluto silenzio, in osservazione con una camera a infrarossi nella foresta del Cansiglio. 

E viene trasportato da una lettiga per animali. Il rapporto natura-cultura è un tema che le appartiene? Immagino di sì, ma lavoro per ossessioni subitanee. Una volta, durante una rumorosa performance, d’improvviso, cominciò a volteggiarmi attorno un’ombra: una falena si posò infine sul mio naso. Marina Abramovic, avendo assistito alla scena, disse che era l’annunciazione di un cambiamento positivo.

Era vero? Assolutamente. Al punto che decisi di concludere quell’anno con una sorta di mio funerale: la cassa in vetro piena di neve veniva trasportata a valle della montagna e posata in chiesa. Mentre attendevamo che la neve si sciogliesse, un amico suonava l’organo.

(Continua)

In apertura: opera del 2002 intitolata “Humans Are Monkeys”.

Leggete l'intervista integrale sul numero di gennaio di Vogue Italia, in edicola dal 7 gennaio


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In queste settimane inizia a spopolare una tendenza dedicata alle sfumature capelli su cui scommettiamo per il 2021: l’effetto Smoky Hair, che si ispira a quello dei tanto amati Smokey Eyes nel make up, ovvero, il gioco di un mix di nuance, dalla più chiara alla più scura, sfumate abilmente per creare una dissolvenza di colori che risaltano gli occhi e donano profondità allo sguardo.

Hair color
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Come funziona sui capelli? Per chi è adatto? Qual è l’effetto finale? Come si curano i capelli per mantenere il colore intatto? Lo abbiamo chiesto a Luigi Neri, Creative Director del Progetto Class, che conta oltre 300 Saloni in tutta Italia e Accademie di Formazione per hairstylist. La tecnica degli Smokey Hair è arrivata nei Saloni con L’Oréal Professionnel.

I look proposti a oggi sono 5, da personalizzare su ogni donna a seconda della base di partenza, del sottotono e della forma del viso, del tipo di taglio e di capello. Le nuance, tutte fredde, sono 7 e possono essere combinate anche tra di loro. Si va dai moka freddi e iridescenti con sfumature rosa ai cenere più scuri con pigmenti blu per un risultato più dark e sensuale.

Smoky Hair su capelli lunghi e castano scuro
Smoky Hair su capelli lunghi e castano scuro

Se avete intenzione di regalarvi un colpo di testa raffinato e non troppo marcato, gli Smokey Hair potrebbero essere la scelta giusta. Ci spiega tutto Luigi Neri.

In cosa consistono gli Smoky Hair? Si tratta di una tinta?

Per essere precisi, si tratta di un mix di colorazione per le aree da ombreggiare e di schiariture per le aree da illuminare. Le tonalità sono fredde e “fumose”, molto eleganti e ben armonizzate, proprio come quelle degli smokey eye. Per i colori più caldi utilizziamo, invece, delle nuance un po’ più neutre per non creare troppo stacco.

Come viene realizzata questa tecnica? Qual è il colore che va di più?

Ci sono varie combinazioni, molto dipende anche dai desideri delle clienti e dalle loro caratteristiche. Per alcune creiamo una base più scura che va a illuminarsi verso le punte, per altre, invece, creiamo sfumature e tridimensionalità fin dalla base. Studiamo nel dettaglio quali sono le parti del viso da illuminare e quali da ombreggiare per creare l’effetto perfetto.

Sappiamo che c’è un’app che ci mostra in anteprima il risultato finale, nel caso fossimo incerte.

Esatto, in Salone la parte iniziale è dedicata alla consulenza, che comprende anche un test con l'app Style My Hair Pro di L'Oréal Professionnel. Grazie alla tecnologia 3D basata sull’intelligenza artificiale, potete vedere in anteprima il risultato del make over su capelli. Il simulatore di colorazione 3D, integrato con i nuovi filtri Smoky permette di avere un'idea più precisa dell'effetto finale. Poi, chiaramente, noi personalizziamo ogni effetto perché ciascuna cliente è unica.

Qualche effetto particolarmente cool?

Beh, ad esempio, è molto interessante il violetto intensificato col blu per i capelli scuri. Spesso chi ha i capelli molto scuri non sa mai cosa fare, perché le colorazioni creano troppo stacco e si rischia di incappare in look un po’ troppo dark ed eccessivi. Lo Smoky Hair, in questo caso, ravviva un colore piatto e valorizza lo scuro con sfumature capelli inedite ma molto raffinate.

Smoky Hair su capelli lunghi, lisci e neri
Smoky Hair su capelli lunghi, lisci e neri

Un altro effetto che mi piace molto è il moka rosato, che dà un biondo morbido, molto naturale e assolutamente anti-giallo. Le castane, infine, possono divertirsi spaziando tra tutte le nuance a seconda del risultato desiderato: a me piace mixare più nuance per creare un super effetto 3D.

Quindi, l’effetto 3D è uno dei trend principali del 2021?

Certamente. Crea movimento, freschezza, dà lucentezza, ravviva le lunghezze. Il colore piatto dona solo ai caschetti geometrici o a tagli molto particolari. Gli Smoky Hair sono perfetti per capelli medio-corti e di tutte le lunghezze, così come di tutte le tipologie, dal liscio spaghetto all’afro.

Smoky Hair su capelli medi, scuri e ricci
Smoky Hair su capelli medi, scuri e ricci
Una volta fatto lo Smoky Hair, come lo manteniamo perfetto?

Prima di tutto, uno dei plus di questa colorazione è che libera dalla schiavitù della ricrescita (ovviamente se non si hanno capelli bianchi, ndr) proprio per la ricchezza di sfumature. L’ideale è fare, ogni tanto, un semplice trattamento Gloss dal vostro parrucchiere di fiducia per dare una “lucidata”. Poi, a casa si devono utilizzare prodotti adeguati: shampoo antigiallo e maschere che preservano il colore.

Smoky Hair su capelli lunghi e biondi
Smoky Hair su capelli lunghi e biondi
C’è qualche celebrity che sfoggia lo Smoky Hair?

In Italia è una novità, sta prendendo piede solo adesso perché molte donne per tanti anni hanno faticato a sganciarsi dall’idea di ‘biondo solare’ che a volte, tra l’altro, sembra un po’ fake. Negli Usa sperimentano molto di più. Mi viene in mente, ad esempio, Beyoncè: spesso porta tonalità smoky bellissime, dei beige freddi che risultano molto eleganti accostati alla sua pelle ambrata. Ecco, look di quel tipo stanno molto bene anche su tante donne mediterranee.



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Audace, geniale e rivoluzionario. Lo stilista che ha creato il total look e ha intuito la forza (anche economica) dell'unire la creatività all'industria tessile. Walter Albini è lo stilista italiano che ha avuto la visione del prêt-à-porter, per come oggi lo intendiamo. 

La nascita del Made in Italy

Siamo negli anni ‘60 e Londra ha Mary Quant, Parigi Yves Saint Laurent, New York Roy Halston; l'Italia è in fermento, siamo in pieno boom economico, con produzioni in serie di articoli che vendono nuove necessità, come il frigorifero, le lavatrici, l'automobile. Il settore industriale vede una grande spinta e, in modo particolare, cresce la produzione tessile nei distretti dislocati lungo lo stivale, che permetteranno (e accompagneranno) la nascita del prêt-à-porter italiano, nonché della figura dello stilista che opera e crea per una specifica clientela, in modo maniacale.

Bello in modo quasi allarmante”, Walter Albini è tra i protagonisti di questa rivoluzione che parte dal Made in ItalyPer me ogni vestito ha una storia (…). Ogni vestito è un momento, una persona, un posto e ogni vestito ha il suo ruolo, come in teatro. Per cambiare vestito bisogna cambiare attitudine e spirito, e entrare in una parte parte. Ogni volta, ogni stagione, ogni collezione…", con queste parole lo stilista italiano si racconta ad Anna Piaggi per Vogue Italia (Dicembre, 1978).

Lo stilista immagina e crea storie per le persone che le vestiranno, nulla è lasciato al caso: uno stesso tema (oggi chiamato concept o mood) può essere declinato più volte e adattato altrettanto. È da questa idea che nasce il contratto Effetiemme: nei primi anni '70 Walter Albini firma le collezioni di Callaghan (jersey), Basile (capispalla), Misterfox (abiti da sera), Escargots (maglieria) e Diamants (camiceria), tutte fedeli allo stesso tema e firmate "Walter Albini per…".

Contestualmente, si può dire che Albini, nato a Busto Arsizio del 1941, ha definito alcuni capisaldi della moda per come la concepiamo ora: la nascita del prêt-à-porter italiano, la figura dello stilista che “non inventa nulla nella moda, ma che sa progettare lo stile”, come ricorda Sofia Gnoli.

La morte prematura di Walter Albini

Lui che raccontava storie infinite con i suoi abiti eccessivi e mai banali, la sua stessa storia è stata recisa troppo prematuramente: Walter Albini scompare il 31 Maggio del 1983, a soli 42 anni, presso La Madonnina di Milano, sotto le ombre e il terrore dell'AIDS. Ma come ha dichiarato la sua storica assistente, Emilia Vincenzini, che lo accompagnò anche negli ultimi giorni della sua vita, morì per una grave malattia infettiva.



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Inventò il total look disegnato da un solo stilista dalla testa ai piedi, gli abiti unisex e il pret-à-porter: nonostante ciò Walter Albini morì solo e lontano dalla fama che avrebbe meritato. La serie tv Made in Italy, in onda su Canale 5, ora riaccende i riflettori sulla storia del genio troppo in anticipo sui tempi.Continua a leggere

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Audrey Hepburn vestita stile impero da Fernanda Gattinoni, con delicati drappeggi e tagli neoclassici, nel film "Guerra e pace" (1956)

Tutti conoscono il sodalizio sartoriale tra Audrey Hepburn con Hubert de Givenchy, e di come Colazione da Tiffany ha consacrato lo stile dell'attrice grazie al little black dress. Pochi invece sanno che l'attrice di Hollywood è stata vestita da Fernanda Gattinoni per girare l'epico Guerra e pace del 1956. 

Hepburn, Audrey - Actress, Netherlands / Great Britain - *04.05.1929-20.01.1993+ Scene from the movie 'War and peace'' - with Mel Ferrer Directed by: King Vidor USA 1956 Produced by: Paramount Pictures Vintage property of ullstein bildullstein bild Dtl.

La stilista di Cocquio (Varese) ha mosso i primi passi presso l'atelier londinese Molyneux, il sarto più chic dell’epoca che aveva anche una sede parigina, frequentato da dive e regine. Ed è qui che diventa Mademoiselle, una sorta di consigliera per sarti e ospiti - oggi diremmo una stylist - che sapeva benissimo destreggiarsi tra modellistica e gusto. In breve tempo arriva una proposta dalla stessa Coco Chanel: declina l'offerta, si dirige verso Roma, nella sartoria Ventura. Qui, capisce che è arrivato il momento di aprire i suoi locali, sotto il suo stesso nome, e nel 1946 inaugura il primo atelier. La Capitale Eterna attira il cinema italiano e internazionale: verrà così battezzata l'Hollywood sul Tevere.

Ferananda Gattinoni ha fatto parlare di sé per aver scelto di non sfilare sulla passerella collettiva di Palazzo Pitti “ci sono sartorie che non vogliono spostarsi a Firenze perché non lo ritengono necessario. Fernanda Gattinoni segue soprattutto la sua clientela privata, raramente ripete un modello due volte perché li dà sempre in esclusiva”, spiega così Irene Brin l'assenza all'evento moda italiano dell'epoca. Tra le sue clienti si trovano già nomi celebri e internazionali, come Lucia Bosé, Anna Magnani, Ingrid Bergman e Kim Novak

Dopo aver creato capi sartoriali per la Bergman, Europa ‘51 e Viaggio in Italia, entrambi di Roberto Rossellini, arriva l’esperienza cinematografica che consacra la sua maestra, l'arte del drappeggio pulito e impeccabile: Guerra e pace di King Vidor, con una giovane Audrey Hepburn che già aveva fatto sognare con Vacanze Romane.

War And PeaceUnited Archives

La costumista Maria De Matteis sceglie Fernanda Gattinoni per confezionare quei meravigliosi abiti stile impero, apparentemente semplici - forse un po' troppo disadorni per sfilare, come aveva commentato nel 1955 - ma espressione di una precisa eleganza, sobria e garbata. Il guardaroba cucito per Audrey Hepburn compiace la stilista, tanto da proporre una collezione ispirata alla protagonista del romanzo di Tolstoj, Natascia, dai tratti classicheggianti con chiari echi alla Roma imperiale grazie all'uso di tessuti leggerissimi lavorati a drappeggio e peplo. 

Il successo della collezione con corrisponde, però, a una lunga relazione sartoriale con Audrey Hepburn, ormai legata ( e ben identificata) con lo stilista Givenchy. In ogni caso, questa collaborazione, rende merito a Fernanda Gattinoni per aver riportato in auge lo stile impero, esattamente sei mesi prima di Christian Dior.



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Salma Hayek e Owen Wilson sono pronti a cambiare la nostra percezione della realtà con una storia tra fantascienza e sentimenti un po' come Se mi lasci ti cancello. Stiamo parlando di Bliss, pellicola che vede protagonisti proprio i due attori che è stata prodotta da Amazon e che si concentrerà proprio sulle differenze tra verità e percezione.

Owen Wilson e Salma Hayek in BlissOwen Wilson e Salma Hayek star di Bliss
Owen Wilson e Salma Hayek in Bliss
RUBA / IPA

La trama, a suo modo, richiama il più famoso dei film incentrati su questo tema: Matrix.

Gregg (Owen Wilson) è un padre divorziato che sta vivendo un momento di difficoltà personale quando incontra Isabel (Salma Hayek), una misteriosa Homeless che gli rivela che la verità non è altro che una finzione generata dal computer. Le teorie di Isabel si rivelano tanto incredibili quanto in parte vere conducendo Greg a ripensare completamente alla sua vita e al concetto stesso di verità.

Salma Hayek in BlissOwen Wilson e Salma Hayek star di Bliss
Salma Hayek in Bliss
RUBA / IPA

Tuttavia il "nuovo mondo" di Greg avrà un ulteriore stravolgimento nel momento in cui la figlia, Emily (Nesta Cooper) cercherà di riportarlo alla realtà per come la percepiscono tutti in un crescendo di tensione e di dubbi.

Owen Wilson e Salma Hayek in BlissOwen Wilson e Salma Hayek star di Bliss
Owen Wilson e Salma Hayek in Bliss
RUBA / IPA

"Volevo creare una storia sulla fragilità della mente umana e sulla malleabilità della nostra percezione" ha rivelato il regista della pellicola Mike Cahill "Nello specifico volevo fare un film sui diversi modi di osservare il mondo con empatia e partecipazione, in contrapposizione al giudizio". Bliss sarà disponibile su Amazon Prime Video a partire dal 5 febbraio. Ecco invece il trailer del film. 



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Dagli esordi in un piccolo laboratorio di maglieria al successo internazionale: la stilista Krizia (al secolo Mariuccia Mandelli) è uno dei personaggi della serie tv Made in Italy in onda su Canale 5. Negli anni Settanta colse lo spirito innovativo di un'epoca facendo sfilare i provocanti hot pants. Andy Warhol la rese protagonista di uno dei suoi ritratti e lady Diana andava in vacanza nel suo resort.Continua a leggere

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Romy Schneider vista da Yves Saint Laurent. Ecco i look iconici che lo stilista ha creato per alcuni dei suoi film

Amante del cinema e amico delle star del grande schermo, Yves Saint Laurent ha curato molti dei costumi sfoggiati dalle grandi signore del cinema. Tra queste c'è la splendida Romy Schneider, che ha indossato creazioni dell'amato stilista in numerose pellicole. Ma dimenticate la romantica Romy degli esordi: Saint Laurent ha realizzato per lei capi molto moderni e seducenti.

In particolare, in Il commissario Pelissier film del 1971 di Claude Sautet, Romy indossa una serie di abiti corti, tra cui un mini dress aderente cut out, e uno pink lurex, entrambi super sexy. Il tocco finale? Un nastrino al collo che riprende il tono del look.

Romy Schneider in Yves Saint Laurent - Il commissario Pelissier (1971)Das Maedchen Und Der Kommissar, Max Et Les Ferrailleurs
Romy Schneider in Yves Saint Laurent - Il commissario Pelissier (1971)
United ArchivesRomy Schneider in Yves Saint Laurent - Il commissario Pelissier (1971)Das Maedchen Und Der Kommissar, Max Et Les Ferrailleurs
Romy Schneider in Yves Saint Laurent - Il commissario Pelissier (1971)
United Archives

Celebre è anche il trench in vernice nera completato dalla cintura con fibbia tonda. Un pezzo cult dello stilista che riproporrà successivamente anche in Arabesque e Belle de Jour.

Romy Schneider in Yves Saint Laurent - Il commissario Pelissier (1971)On the set of Max et les Ferrailleurs
Romy Schneider in Yves Saint Laurent - Il commissario Pelissier (1971)
Sunset Boulevard

In Gli innocenti dalle mani sporche, pellicola del 1975 di Claude Chabrol, la star indossa un meraviglioso long dress bianco, stile peplo, che le scopre spalle e décolléte. Un abito sofisticato e senza tempo che non poteva che diventare parte della storia del cinema.

Romy Schneider in Yves Saint Laurent - Gli innocenti dalle mani sporche (1975)Schneider, Romy - Schauspielerin, mit Rod Steiger in dem Film 'Die Unschuldigen mit den schmutzigen Händen'
Romy Schneider in Yves Saint Laurent - Gli innocenti dalle mani sporche (1975)
ullstein bild Dtl.
Storia della moda
Yves Saint Laurent, nel 1971 la collezione moda più scandalosa di sempre
Spalle larghe, scarpe con plateau e pelliccia verde


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Siamo nel vivo dei saldi 2021 e, dopo avervi consigliato i migliori maglioni in cashmere da comprare in sconto e avervi guidato tra i capi di tendenza a prezzo ridotto nelle boutique online, siamo pronti a parlarvi delle scarpe uomo e ad analizzare, uno a uno, tutti i modelli da comprare adesso.

Le sneakers uomo da cercare ai saldi 2021

Vere protagoniste della vita nell'era Covid, le sneakers sono tra i modelli più cercati in questi saldi invernali. Dai modelli chunky, a quelle da running, alle collaborazioni dell'ultima stagione; facendo un giro online si può trovare davvero di tutto. Tra quelle che vi suggeriamo per un look “Vogue approved” c'è il paio multicolor firmato Off-White, l'ultimo modello di runner Balenciaga e sneakers platform di Alexander McQueen.

Off-White, visto su mytheresa.com
Off-White, visto su mytheresa.com
Balenciaga, visto su mrporter.com
Balenciaga, visto su mrporter.com
Alexander McQueen, visto su mytheresa.com
Alexander McQueen, visto su mytheresa.com
Slip on e slippers di tendenza da comprare adesso

Protagoniste nell'era del Covid al pari delle sneakers, le scarpe uomo slip on e slippers, comodissime durante l'home working o per un'uscita veloce dalle mura domestiche. Tra i modelli che abbiamo trovato in offerta tra i saldi invernali 2021 vi suggeriamo il paio in co-branding Suicoke Alanui, con interno in montone, la scarpa firmata Jacquemus dal design essenziale, oppure le slip on dal fascino californiano del brand Amiri.

Suicoke Alanui, visto su mytheresa.com
Suicoke Alanui, visto su mytheresa.com
Amiri, visto su mrporter.com
Amiri, visto su mrporter.com
Jacquemus, visto su mytheresa.com
Jacquemus, visto su mytheresa.com
Stivaletti e anfibi

Se siete dei freddolosi e d'inverno non potete proprio rinunciare a un paio di stivali sarete presto accontentati. Tra gli sconti online dei saldi 2021 ne abbiamo trovati tantissimi modelli delle ultime collezioni di moda uomo. Quelli che vi suggeriamo di comprare subito e sfoggiare con i prossimi look invernali sono i beatles boots a punta quadrata firmati Givenchy, gli anfibi con stringhe in contrasto e punta rinforzata di Salvatore Ferragamo, oppure lo stivaletto affusolato con tacco strutturato in gomma dell'ultima collezione di scarpe uomo disegnata da Raf Simons.

Givenchy, visto su farfetch.com
Givenchy, visto su farfetch.com
Salvatore Ferragamo, visto su farfetch.com
Salvatore Ferragamo, visto su farfetch.com
Raf Simons, visto su farfetch.com
Raf Simons, visto su farfetch.com

Se dopo aver passato in rassegna i nostri modelli preferiti non avete ancora trovato il paio di scarpe uomo che fa per voi, continuate a scorrere in basso per scoprire alcune altre proposte che potrete trovare a prezzo ridotto ai saldi invernali 2021.

adidas Graig Green, visto su mytheresa.com
adidas Graig Green, visto su mytheresa.com
Valentino Garavani Undercover, visto su mrporter.com
Valentino Garavani Undercover, visto su mrporter.com
Converse, visto su farfetch.com
Converse, visto su farfetch.com
Vans, visto su mrporter.com
Vans, visto su mrporter.com
Dr. Martens, visto su mrporter.com
Dr. Martens, visto su mrporter.com
Jil Sander, visto su mytheresa.com
Jil Sander, visto su mytheresa.com
JW Anderson, visto su mytheresa.com
JW Anderson, visto su mytheresa.com
Alviero Martini
Alviero Martini
Amiri, visto su mrporter.com
Amiri, visto su mrporter.com
Giuseppe Zanotti, visto su farfetch.com
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